Nutrire il dubbio: l’appetito vien pensando

In un momento storico come il nostro, teatro di manifeste certezze estreme e di valanghe di fake news, siamo portati a pensare meno e a decidere di più per scansare il dolore più velocemente. Attacco o fuga, senza repliche. Il dubbio, abita solo nelle scelte pratiche, è un grosso mercato il dubbio, perché chissà se quel ristorante sia migliore di …

1 maggio 2019, festa del lavoro. Forza.

Il lavoro, centro di gravità permanente. Un’occasione, lo sviluppo. Quando lavoriamo diciamo chi siamo e cosa desideriamo. Ci posizioniamo nella grande montagna delle aspirazioni e dei valori. Abbiamo interazioni che ci fanno crescere, o ci mettono in difficoltà. Abbiamo idee da portare avanti e progetti da elaborare. Lavorare ci restituisce un ruolo, una posizione nella società. Trovare lavoro è un …

Perchè cambiare è così importante?

Una separazione, un divorzio, un cambio lavoro necessario ma altamente problematico, una gestione del tempo alterata da impegni in sovrapposizione, la gestione dei figli e il tempo per sé, sono sfide che ci portano a rallentare e a riflettere per evolvere seguendo ciò che crediamo sia giusto per noi. Se ci troviamo in un deserto al buio, senza luna, senza …

E tu … a cosa credi?

Credo fortemente nei circoli virtuosi. Nelle domande e nel tempo che occorre per capirle. Credo che i gesti d’amore siano contagiosi, che praticare gentilezze a casaccio e atti di bellezza privi di senso sia l’unica maniera per dare un giro diverso al mondo. Non credo negli eroi, nei duri e puri, credo nell’imperfezione, credo nel singolo e non nelle masse. Credo …

Non chiamatelo Target

C’è una parola che ultimamente torna in continuazione nei discorsi che ascolto, in quelli a cui partecipo e nei ragionamenti che faccio: millennials. La generazione dei 25-35enni su cui tutti stanno concentrando attenzioni e campagne marketing specifiche. Alcuni allargano la forbice d’età facendola partire dai 15 anni ma è, in quel caso, una tendenza errata alla generalizzazione. Per lavoro, negli …

Cambiando l’ordine dei fattori il risultato cambia. Eccome.

Per comprendere di cosa si sta parlando occorre innanzitutto leggere questo post della 27aOra. http://27esimaora.corriere.it/articolo/lettera-a-mio-figlioche-un-giorno-non-sarauomo-violento/ e poi farsi una piccola domanda: cosa succederebbe se quella lettera invece che a Pietro fosse indirizzata a Petra? Qui di seguito un piccolo esperimento al “femminile”. Sorprendente effetto. FacebookLinkedinemailTwitterPinterest