E tu … a cosa credi?

Credo fortemente nei circoli virtuosi.
Credo che i gesti d’amore siano contagiosi, che praticare gentilezze a casaccio e atti di bellezza privi di senso sia l’unica maniera per dare un giro diverso al mondo. Non credo negli eroi, non più, non credo nei duri e puri, credo nell’imperfezione, credo nel singolo e non nelle masse.  Leggi tutto “E tu … a cosa credi?”

Non chiamatelo Target

C’è una parola che ultimamente torna in continuazione nei discorsi che ascolto, in quelli a cui partecipo e nei ragionamenti che faccio: millennials.
La generazione dei 25-35enni su cui tutti stanno concentrando attenzioni e campagne marketing specifiche.
Alcuni allargano la forbice d’età facendola partire dai 15 anni ma è, in quel caso, una tendenza errata alla generalizzazione.
Per lavoro, negli ultimi tre anni ho letto libri autorevoli, analisi psico comportamentali, documenti riservati, domandandomi sempre la stessa cosa: ma, dieci anni fa, vent’anni fa, noi quarantenni di oggi non eravamo come loro?
Non siamo stati tutti millennials una volta nella vita? Leggi tutto “Non chiamatelo Target”

Killer

Cocktail per il killer d’entusiasmo.

A te, diavolo, offro questa pensata.
Ho inventato un menu con una mousse all’occasione mancata,
un sorbetto di fiducia sfilacciata,
un cabaret di emozione saltata.
Non ti piace niente, picchietti con le dita sul tavolo
allora tieni i miei occhi mettili dentro un martini, caro diavolo
se è saporito il mio velo di tristezza
firmerai un nuovo cocktail: analcolica cattiveria trasformata in amarezza.

Trecento persone in salotto

“A cosa stai pensando?”
Io con questa precisa domanda ci sono cresciuta. Direi quasi che mi sono strutturata intorno a questa domanda. Nella mia storia personale è una domanda che spesso mi è stata rivolta da chi non comprendeva il mio silenzio. A guardarla meglio è una domanda che sta nella sfera dell’intimità, della volontà di cogliere un significato taciuto e che ovviamente essendo taciuto andava affrontato delicatamente, con una domanda precisa come un bisturi.
Mia madre e mio padre, amici, nemici, amanti, diverse volte sono stati gli autori di questa domanda. E io stessa, quando vagavo nel buio della comprensione dell’altro ho chiesto sfoderando un’attitudine da chirurgo espertissimo di viscere. Leggi tutto “Trecento persone in salotto”

Nella valle delle slide

Nella valle delle slide si incammina una non più giovane copy strategist dai capelli bianchi. Osserva gli alberi dei flussi, annusa i refusi appena sbocciati, tocca con mano la consistenza di un concept piantato con tanta fatica e se ne compiace.
Ripensa ai brainstorming silenziosi e solitari utili ad arrivare sul picco della brand awareness e sorride, mentre la nuvola della crisi manageriale sta gonfiandosi sempre di più.
Pioveranno commenti – pensa – ma resteranno a valle, non arriveranno a monte.
Rapidamente allora, allinea l’ultimo titolo, sottolinea l’ultima parola e accende la sua Seniorship che in un click la teletrasporta nella valle delle slide successive. Leggi tutto “Nella valle delle slide”