Lavoro – pensieri disarticolati

Tra un concertone e una beatificazione, tra un “giustizia è fatta” e un mare cimitero, tra una città piena di rifiuti e un folle che sta al governo… riflettevo oggi sulla parola “lavoro”.

Il lavoro è quell’attività che pratichi quasi tutti i giorni, otto ore al giorno, e che ti consente di essere ed avere.
La parola lavoro sta dentro al primo articolo della Costituzione: “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Il lavoro ha due braccia: la destra è dipendente, la sinistra è autonoma.
Il lavoro ha due piedi: uno è bianco, l’altro è nero…

Il lavoro somiglia a quegli amori appiccicosi: quando ce li hai non li vorresti e quando non ce li hai ti mancano.
Gli anziani, i bambini e qualche volta le loro madri, sono coloro che possono non lavorare. Nessuno ha mai pensato che sia un errore. La saggezza, la creatività e la costanza, stanno proprio lì nelle loro menti.

Non è vero che tutti possono scegliersi il proprio lavoro. Se avessi voluto diventare Papa per esempio, avrei avuto una grossa delusione e a nulla sarebbe valso sbandierare le quota rosa.

E poi l’ultimo pensiero: il lavoro nobilita l’uomo. Della donna ovviamente non si hanno ancora testimonianze sufficienti ad entrare in un proverbio…

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