L’amata – capitolo 2 – I Love Parquet

Questa notte non riesco a dormire. E’ arrivata una primavera che ha voglia di riscaldare tutto, che ha fretta di diventare estate. La mia amata sta nella sua stanza, ha caldo, la sento muoversi nel letto. Qualche ora fa per prendere un po’ fresco si è sdraiata su di me e ho sentito che si rilassava completamente.

Buonasera Listone, non si preoccupi per la sua piccola amata, passerà come l’altra volta e come quella prima ancora, andrà tutto bene, i bambini hanno caldo come tutti lo sa no? E’ la natura umana che non comprende il mutare delle stagioni, è la mancanza di adattamento… ” – mi ha sussurrato Miss Want, l’anziana poltrona verde dallo stile inglese, sempre elegante nei modi.

Grazie Miss Want, neppure Lei riesce a dormire questa sera?
Sto ricordando il passato caro Listone, le capita mai di pensare a ciò che è stato con quella vena di dolce malinconia che solo gli eterni come noi possono avere?

Miss Want è così, una sorprendente fonte di riflessioni, pensarmi eterno, chi l’avrebbe mai detto?
Oh certo che conosco quella sensazione cara Miss Want. Del mio passato ricordo l’amore…
La prego Listone mi racconti tutti, mi porti via dal mio sentiero…
D’accordo Miss Want, se proprio ci tiene… E’ accaduto quando ero ancora nella mia foresta e stavo diventando un albero forte e grande. Sentivo la forza delle mie radici, la potenza dei rami che guizzavano in alto e amavo vedere le mie foglie pronte a muoversi al vento. All’epoca ero innamorato. Di un’aquila. Si chiamava Santia. Strana cosa lo so, ma quando la vedevo volare in picchiata verso di me, con quello sguardo così determinato, mi sembrava che foglie, rami, tronco e radici avessero finalmente un senso compiuto e finito. Ero un punto di arrivo per lei e mi sentivo intero, un elemento forte. Bastava il suo sguardo a farmi sentire così. La nostra storia continuò per anni, lei andava e veniva. Ero felice nell’attesa, mi struggevo nella mancanza, tornavo in estasi per il suo ritorno. Intorno a noi gli umani iniziarono a intensificare la caccia e avrei voluto avvisarla del pericolo che stava correndo avvicinandosi a me. Ci provai, ma non si convinse. Tentai di dissuaderla, ma nessuno è più testardo di un’aquila. Non ci fu niente da fare. Cadde qualche settimana dopo i miei tentativi di persuasione. Un proiettile impazzito la colpì e la vidi piombare sopra le mie radici. Poco tempo dopo mi tagliarono e mi trasformai per la prima volta”.

Oh Listone, che storia d’amore triste… non avevo idea che…“.
Non si preoccupi Miss Want, ora sono in pace con ciò che è accaduto. Ho trascorso innumerevoli anni pensando a ciò che avrei potuto fare e a quanto avrei voluto combattere per salvarla, difenderla. Ma poi ho compreso la lezione. Nulla ci accade per caso. Le stagioni della nostra esistenza ci sono indispensabili per farci più forti. E oggi ho il cuore pieno d’amore per la mia piccola. La mia amata che potrò sorreggere, osservare, scaldare o rinfrescare. Forse, non sarei ciò che sono se non avessi amato l’aquila prima di lei…
Sono commossa dalle sue parole Listone, avevo intuito che la sua anima fosse ricca di sfumature e il suo passato denso di emozioni, ma mai mi sarei immaginata ciò che mi ha appena raccontato… Ne farò tesoro. Per ora le auguro una buona notte”.
A lei Miss Want”.

Quanto è lontano quel tempo ma parlare di questa storia mi ha fatto bene. Mi ha ricordato che nulla di ciò che siamo lo dobbiamo solo a noi stessi. Siamo legati, uniti e anche quando siamo sfiorati dagli altri in realtà siamo pronti a trasformarci. L’eterno movimento. Come quello della mia amata affaticata dal caldo, nel suo lettino di bambina, che domani mattina quando si sveglierà ricomincerà a correre verso di me.


Tratto da I Love Parquet – giugno 2018 – © Eleonora Mazzola

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