Segni e disegni

Qualcuno prima o poi dovrà fare qualcosa, ingegnarsi al più presto, progettare un sistema di calcolo che avverta per tempo il realizzarsi di una coincidenza. Ho sentito dire che le coincidenze sono solo “momenti di attenzione ad un particolare che cogliamo perchè lo stiamo elaborando proprio in quel momento”. Può darsi, ma non mi convince.
Cos’è la coincidenza?
L’etimologia di coincidenza tira dritto fino a decretare: coincidenza= cadere dentro.
Cadere dentro a cosa? Al pensiero nel momento stesso in cui lo formuliamo?
Cadere dentro dove? Al punto in cui due fatti si incrociano?
Cadere dentro quando? Al momento dello svolgersi di due fatti contemporaneamente?
Boh…

Esiste molta letteratura sulle coincidenze e forse l’esistenza di alcuni scritti giustifica lo sguardo tenero che una coincidenza ti porta ad avere.
Però, quando la coincidenza la vivi, la scovi, la stani, la ribalti e resta se stessa, ecco che allora lo sguardo tenero si trasforma in qualcosa di diverso e diventa sospetto.
Il sospetto di cadere dentro all’inchiostro del disegno che forse esiste davvero. Il tuo, quello che ti riguarda.
Quel disegno che non vedi mai all’inizio, che se ti va bene vedi in parte ogni tanto, e forse ti appare davvero chiaro solo mentre te ne stai andando.

Forse le coincidenze accadono per farti sentire in un certo modo, per darti, tutto sommato, la sensazione che qualcosa aldilà dei tuoi bisogni e dei tuoi desideri, aldilà della somma delle tue decisioni, ci sia.
Ci cadi dentro appunto.

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