Trecento persone in salotto

“A cosa stai pensando?”
Io con questa precisa domanda ci sono cresciuta. Direi quasi che mi sono strutturata intorno a questa domanda. Nella mia storia personale è una domanda che spesso mi è stata rivolta da chi non comprendeva il mio silenzio. A guardarla meglio è una domanda che sta nella sfera dell’intimità, della volontà di cogliere un significato taciuto e che ovviamente essendo taciuto andava affrontato delicatamente, con una domanda precisa come un bisturi.
Mia madre e mio padre, amici, nemici, amanti, diverse volte sono stati gli autori di questa domanda. E io stessa, quando vagavo nel buio della comprensione dell’altro ho chiesto sfoderando un’attitudine da chirurgo espertissimo di viscere. Leggi tutto “Trecento persone in salotto”

Nella valle delle slide

Nella valle delle slide si incammina una non più giovane copy strategist dai capelli bianchi. Osserva gli alberi dei flussi, annusa i refusi appena sbocciati, tocca con mano la consistenza di un concept piantato con tanta fatica e se ne compiace.
Ripensa ai brainstorming silenziosi e solitari utili ad arrivare sul picco della brand awareness e sorride, mentre la nuvola della crisi manageriale sta gonfiandosi sempre di più.
Pioveranno commenti – pensa – ma resteranno a valle, non arriveranno a monte.
Rapidamente allora, allinea l’ultimo titolo, sottolinea l’ultima parola e accende la sua Seniorship che in un click la teletrasporta nella valle delle slide successive. Leggi tutto “Nella valle delle slide”

Sotto i tetti*

Che bella parola “casa”. 
Nel mio personale “dizionario affettivo delle cose” sta al primo posto. 
Lo è sempre stata sul podio, saldamente. Prima di pronunciare il “sì” matrimoniale ho pronunciato un “sì voglio abitare qui”.
Quando quel “sì” vestito di bianco è diventato un “non più” vestito di grigio, la mia casa c’era. C’è. C’è per me e mia figlia. C’è per me e il mio lavoro. Leggi tutto “Sotto i tetti*”

Promessa oltre l’orizzonte

dedica a Sophie

In mezzo al paese, in passeggiata
si allunga una lingua di legno, molto ventilata,
mentre fa il solletico al mare
la gente ci va a passeggiare.
Al termine di quella lingua ti ho fatto una promessa
nonostante l’età volevo ti restasse impressa.
“Qualunque cosa succeda io e te ce la caveremo
te lo prometto, io e te resisteremo”. Leggi tutto “Promessa oltre l’orizzonte”

Quello che manca*

Ci risiamo. Ecco un altro sintomo. Siamo diseducati. Attenzione diseducati non vuol dire maleducati. Diseducati significa che qualcosa ha corrotto quel sistema di regole, sufficientemente buone, che ci avevano impartito quando eravamo “curiosi”.
Tre secondi di riflessione. Lo sguardo perso nel vuoto.
Occorre ammetterlo. Annoveriamo tra i mali che le future generazioni ci addebiteranno anche questo. La diseducazione. Che ci costa, oramai ce le abbiamo tutte. Depressi, dipendenti tecnologici e diseducati. Leggi tutto “Quello che manca*”