E tu … a cosa credi?

Credo fortemente nei circoli virtuosi. Credo che i gesti d’amore siano contagiosi, che praticare gentilezze a casaccio e atti di bellezza privi di senso sia l’unica maniera per dare un giro diverso al mondo. Non credo negli eroi, non più, non credo nei duri e puri, credo nell’imperfezione, credo nel singolo e non nelle masse. 

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Non chiamatelo Target

C’è una parola che ultimamente torna in continuazione nei discorsi che ascolto, in quelli a cui partecipo e nei ragionamenti che faccio: millennials. La generazione dei 25-35enni su cui tutti stanno concentrando attenzioni e campagne marketing specifiche. Alcuni allargano la forbice d’età facendola partire dai 15 anni ma è, in quel caso, una tendenza errata…

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Killer

Cocktail per il killer d’entusiasmo. A te, diavolo, offro questa pensata. Ho inventato un menu con una mousse all’occasione mancata, un sorbetto di fiducia sfilacciata, un cabaret di emozione saltata. Non ti piace niente, picchietti con le dita sul tavolo allora tieni i miei occhi mettili dentro un martini, caro diavolo se è saporito il mio velo di tristezza…

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Teoria della Sicilia

Senza radici non si vola. Ogni tanto la voce di Sgalambro arriva tra i pensieri e mi ricorda la scrittura de La Stanza dello Scirocco senza la quale non sarei quella che sono. Mi ricorda chi me l’ha fatta conoscere, Basilio, e chi me la suggerisce ogni tanto come una complice: mia madre.  

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Trecento persone in salotto

“A cosa stai pensando?” Io con questa precisa domanda ci sono cresciuta. Direi quasi che mi sono strutturata intorno a questa domanda. Nella mia storia personale è una domanda che spesso mi è stata rivolta da chi non comprendeva il mio silenzio. A guardarla meglio è una domanda che sta nella sfera dell’intimità, della volontà di…

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Nella valle delle slide

Nella valle delle slide si incammina una non più giovane copy strategist dai capelli bianchi. Osserva gli alberi dei flussi, annusa i refusi appena sbocciati, tocca con mano la consistenza di un concept piantato con tanta fatica e se ne compiace. Ripensa ai brainstorming silenziosi e solitari utili ad arrivare sul picco della brand awareness…

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Sotto i tetti*

Che bella parola “casa”. 
Nel mio personale “dizionario affettivo delle cose” sta al primo posto. 
Lo è sempre stata sul podio, saldamente. Prima di pronunciare il “sì” matrimoniale ho pronunciato un “sì voglio abitare qui”. Quando quel “sì” vestito di bianco è diventato un “non più” vestito di grigio, la mia casa c’era. C’è. C’è…

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Promessa oltre l’orizzonte

dedica a Sophie In mezzo al paese, in passeggiata si allunga una lingua di legno, molto ventilata, mentre fa il solletico al mare la gente ci va a passeggiare. Al termine di quella lingua ti ho fatto una promessa nonostante l’età volevo ti restasse impressa. “Qualunque cosa succeda io e te ce la caveremo te…

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Quello che manca*

Ci risiamo. Ecco un altro sintomo. Siamo diseducati. Attenzione diseducati non vuol dire maleducati. Diseducati significa che qualcosa ha corrotto quel sistema di regole, sufficientemente buone, che ci avevano impartito quando eravamo “curiosi”. Tre secondi di riflessione. Lo sguardo perso nel vuoto. Occorre ammetterlo. Annoveriamo tra i mali che le future generazioni ci addebiteranno anche…

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Cambiando l’ordine dei fattori il risultato cambia. Eccome.

Per comprendere di cosa si sta parlando occorre innanzitutto leggere questo post della 27aOra. http://27esimaora.corriere.it/articolo/lettera-a-mio-figlioche-un-giorno-non-sarauomo-violento/ e poi farsi una piccola domanda: cosa succederebbe se quella lettera invece che a Pietro fosse indirizzata a Petra? Qui di seguito un piccolo esperimento al “femminile”. Sorprendente effetto.

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