Sotto i tetti*

Che bella parola “casa”. 
Nel mio personale “dizionario affettivo delle cose” sta al primo posto. 
Lo è sempre stata sul podio, saldamente. Prima di pronunciare il “sì” matrimoniale ho pronunciato un “sì voglio abitare qui”.
Quando quel “sì” vestito di bianco è diventato un “non più” vestito di grigio, la mia casa c’era. C’è. C’è per me e mia figlia. C’è per me e il mio lavoro. Leggi tutto “Sotto i tetti*”

Promessa oltre l’orizzonte

dedica a Sophie

In mezzo al paese, in passeggiata
si allunga una lingua di legno, molto ventilata,
mentre fa il solletico al mare
la gente ci va a passeggiare.
Al termine di quella lingua ti ho fatto una promessa
nonostante l’età volevo ti restasse impressa.
“Qualunque cosa succeda io e te ce la caveremo
te lo prometto, io e te resisteremo”. Leggi tutto “Promessa oltre l’orizzonte”

Quello che manca*

Ci risiamo. Ecco un altro sintomo. Siamo diseducati. Attenzione diseducati non vuol dire maleducati. Diseducati significa che qualcosa ha corrotto quel sistema di regole, sufficientemente buone, che ci avevano impartito quando eravamo “curiosi”.
Tre secondi di riflessione. Lo sguardo perso nel vuoto.
Occorre ammetterlo. Annoveriamo tra i mali che le future generazioni ci addebiteranno anche questo. La diseducazione. Che ci costa, oramai ce le abbiamo tutte. Depressi, dipendenti tecnologici e diseducati. Leggi tutto “Quello che manca*”

Donna si diventa*

Quando mi è stato chiesto di scrivere un pezzo sulla “donna” ho accettato con entusiasmo. Era tempo di campagna elettorale e avevo la sensazione che come al solito sulle donne si dicessero sempre le stesse cose e che le famose quote rosa fossero oramai un ritornello per recuperare voti più che una reale convinzione di parità. Immaginavo un pezzo di protesta, qualcosa che smacchiasse i luoghi comuni e li facesse diventare luoghi nuovi.

Poi ci ho ripensato e ho deciso di scrivere queste righe dopo le elezioni che forse sono state semplicemente lo specchio di questo paese fatto di tanti colori e di tanti umori, che ci hanno fatto ridere, piangere, impallidire. Ma non voglio parlare di politica.
Voglio parlare di donne.

Parlare di donne è parlare d’oceano. Ora ditemi voi come si può davvero parlare di quell’immensa distesa d’acqua senza il timore di tralasciarne un pezzetto fuori e il conseguente senso di colpa di non aver visto proprio lì un pesce fantastico, multicolore e sconosciuto, una rarità. Leggi tutto “Donna si diventa*”

Tutti i santi giorni

L’altra sera ero in ritardo, camminavo velocemente, attraversavo la strada senza curarmi di guardare prudentemente a destra e a sinistra. Avevo fretta. Molta fretta.
All’improvviso un uomo mi ferma e mi dice: – Lei non dovrebbe attraversare la strada col rosso.
Gli sorrido impacciata e pronuncio uno svogliato: – ma certo, lo so.
Poi mi squilla il cellulare e il motivo della mia fretta svanisce. L’uomo è ancora lì. Mi fissa negli occhi e continua a parlare. Credo non abbia smesso neppure mentre ero al telefono. Straparla, si mangia le frasi, si parla addosso, colgo significati ogni tanto ma non riesco a dare un senso all’amalgama. Leggi tutto “Tutti i santi giorni”